Sinusite mascellare monolaterale: quando i farmaci non bastano e la chirurgia diventa la soluzione definitiva
Vivere per mesi con un senso di ostruzione respiratoria, accompagnato da una secrezione continua e, soprattutto, dalla percezione di un cattivo odore persistente nelle narici (cacosmia), può trasformarsi in un vero e proprio calvario quotidiano. È quanto accaduto a un signore di 77 anni, in ottima salute generale, che per circa otto mesi ha dovuto convivere con sintomi localizzati esclusivamente sul lato destro del volto.
Il peso della sintomatologia quotidiana
La sinusite cronica non è solo un “naso chiuso”. Per il paziente protagonista di questo caso, il disagio era costante: la difficoltà a riposare bene, la necessità di utilizzare continuamente fazzoletti e quel sapore/odore sgradevole che alterava la percezione dei cibi e dei momenti di convivialità.
Spesso, in questi casi, si tende a pensare che “un altro ciclo di antibiotici” risolverà il problema. Tuttavia, come dimostrato in questo percorso, la persistenza dei sintomi nonostante diverse terapie mirate è il segnale che l’infiammazione ha superato la capacità di risposta dei soli farmaci.

Il percorso diagnostico: perché non è bastata la terapia medica?
Il paziente è stato sottoposto a tre diversi cicli terapeutici:
- Primo approccio: antibiotico ad ampio spettro per 8 giorni impostato dal curante.
- Secondo approccio (specialistico): terapia antibiotica massimale con un diverso antibiotico, associata a cortisonico per via orale e spray nasali specifici.
- Terzo approccio: terapia basata sull’esito del tampone nasale sempre associata a cortisonico e spray nasale.
Nonostante questi sforzi e il temporaneo miglioramento, i sintomi tornavano puntualmente. La TC del massiccio facciale ha confermato una sinusite mascellare destra isolata, mentre la valutazione odontoiatrica ha escluso che il problema derivasse dai denti (una causa frequente nelle sinusiti monolaterali).
Quando una sinusite “si chiude” all’interno di un seno paranasale, il pus e l’infiammazione creano un circolo vizioso: il farmaco non riesce a raggiungere concentrazioni sufficienti nel sito dell’infezione perché il drenaggio naturale è ostruito.


La soluzione definitiva: la FESS (Chirurgia Endoscopica Funzionale dei Seni Paranasali)
Di fronte al fallimento della terapia medica, la chirurgia si è presentata non come la via più efficace e definitiva per raggiungere la guarigione.
Molti pazienti temono l’intervento chirurgico al naso, associandolo spesso a ricordi di tamponamenti dolorosi o lunghe degenze. In questo caso, l’approccio è stato moderno e minimamente invasivo:
- L’intervento: Eseguito in anestesia generale, ha permesso di eseguire un’ampia antrostomia mascellare (l’apertura del seno malato), l’aspirazione completa del pus e il lavaggio profondo delle cavità.
- Il post-operatorio: non è stato necessario il tamponamento nasale. Il paziente è stato dimesso il giorno successivo senza dolore significativo.
- La guarigione: Grazie alla pulizia chirurgica e a un ciclo di antibiotico mirato (scelto sulla base del tampone eseguito direttamente durante l’operazione), il problema è stato risolto in modo definitivo.
Conclusione
Il caso dimostra come la chirurgia endoscopica moderna non debba spaventare. Per un paziente di 77 anni, risolvere in pochi giorni un problema che lo affliggeva da mesi ha significato un immediato ritorno alla qualità della vita precedente. La diagnosi precisa e il passaggio tempestivo dalla terapia medica a quella chirurgica sono stati i fattori chiave per una guarigione completa.
