Il Carcinoma Adenoidocistico Testa-Collo: Neurotropismo, Evoluzione Biologica e Strategie Chirurgiche
Il carcinoma adenoidocistico (ACC) è un tumore maligno raro che origina dalle ghiandole salivari, sia maggiori (come la parotide o la sottomandibolare) sia minori, queste ultime capillarmente diffuse nella mucosa delle vie aerodigestive superiori, inclusa la base della lingua. Si tratta di una neoplasia caratterizzata da un comportamento biologico peculiare e unico, che richiede strategie diagnostiche e terapeutiche di altissima precisione.
Un comportamento biologico insidioso: il neurotropismo
Una delle caratteristiche più note e sfidanti del carcinoma adenoidocistico è il suo spiccato neurotropismo, ovvero la spiccata tendenza delle cellule tumorali a invadere le guaine perineurali (lo spazio che circonda i nervi).
L’invasione perineurale permette al tumore di viaggiare silenziosamente lungo i percorsi nervosi, estendendosi spesso ben oltre i confini macroscopici visibili a occhio nudo o identificabili con i comuni esami radiologici.
Questa crescita “orizzontale” lungo i nervi spiega l’importanza di eseguire resezioni chirurgiche oncologiche ad ampi margini (es chirurgia compartimentale) per minimizzare il rischio di recidive locali, che storicamente rappresentano una delle insidie principali di questa patologia.
Il rischio di metastasi a distanza e la prognosi
A differenza di altri carcinomi del distretto testa-collo (come il carcinoma spinocellulare), che tendono a diffondersi precocemente ai linfonodi del collo, il carcinoma adenoidocistico ha un atteggiamento biologico differente:
- Diffusione ematica predominante: Il tumore mostra una spiccata propensione alla diffusione per via ematica, con un alto rischio di sviluppare metastasi a distanza (principalmente ai polmoni, seguiti da ossa e fegato), che in alcuni casi possono essere già presenti al momento della diagnosi.
- Evoluzione clinica lenta (“indolente”): L’ACC è spesso un tumore a crescita lenta. Questo significa che la sopravvivenza a breve e medio termine è generalmente buona, ma la prognosi a lungo termine (a 10-15 anni) richiede un monitoraggio estremamente rigoroso e prolungato nel tempo, proprio per la possibilità di comparsa tardiva di localizzazioni a distanza.
La stadiazione sistemica mediante esami di imaging avanzati, come la PET (Tomografia a Emissione di Positroni), è quindi un passaggio fondamentale fin dalle prime fasi per escludere o intercettare tempestivamente la presenza di localizzazioni sistemiche.
Caso Clinico: Gestione Integrata e Ricostruzione Microchirurgica Avanzata
Di seguito viene descritto l’iter diagnostico-terapeutico di un paziente recentemente trattato presso la nostra struttura, che ben esemplifica la complessità e l’efficacia degli attuali protocolli di chirurgia demolitiva e ricostruttiva tridimensionale.
Diagnosi e Stadiazione
Il paziente, un uomo quarantenne, non fumatore, è giunto alla nostra attenzione riferendo sintomi aspecifici ma persistenti: odinofagia (dolore alla deglutizione) e una sensazione di corpo estraneo localizzata nella regione retrolinguale sinistra.
La valutazione specialistica otorinolaringoiatrica ha evidenziato una massa a livello della base della lingua a sinistra, dall’aspetto sottomucoso (la mucosa sovrastante appariva cioè indenne, caratteristica tipica dei tumori delle ghiandole salivari minori che crescono in profondità).


L’estensione della lesione è stata approfondita e confermata mediante esami radiologici mirati:
- Tomografia Computerizzata (TC) con mezzo di contrato
- Risonanza Magnetica (RMN) con mezzo di contrasto: fondamentale per definire i rapporti tissutali e l’eventuale infiltrazione nervosa.
- Biopsia incisionale: il cui esame istologico ha posto diagnosi definitiva di carcinoma adenoidocistico.
- PET corporeo totale: eseguita a completamento della stadiazione sistemica per escludere localizzazioni a distanza.



L’Intervento Chirurgico e la Ricostruzione
Il piano terapeutico ha previsto un approccio chirurgico radicale in un unico tempo, mirato sia all’eradicazione oncologica sia al ripristino immediato delle funzioni vitali (deglutizione, fonazione e respirazione). L’intervento ha compreso:
- Emiglossectomia compartimentale sinistra: asportazione geometrica della metà sinistra della lingua, includendo la base, per garantire margini di sicurezza liberi da malattia.
- Svuotamento laterocervicale omolaterale: rimozione precauzionale dei linfonodi del collo a sinistra anche in funzione di ottenere un migliore accesso ai vasi del collo in previsione delle microanastomosi.
- Tracheostomia di protezione: temporanea, per garantire la sicurezza delle vie aeree nel postoperatorio immediato a fronte del fisiologico edema dei tessuti linguali.
- Ricostruzione con lembo libero ALT (Anterolaterale di coscia): una metodica microchirurgica d’avanguardia che prevede il prelievo di una porzione di tessuto cutaneo e adiposo dalla coscia del paziente, mantenendo intesi i vasi sanguigni arteriosi e venosi. Questo tessuto è stato trasferito nel cavo orale per ricostruire il volume e la forma della lingua asportata, eseguendo le suture dei vasi (anastomosi microchirurgiche) al microscopio con i vasi del collo.
Decorso Postoperatorio e Risultati Funzionali
Il decorso postoperatorio si è svolto regolarmente:
- Al giorno 11 dall’intervento è stato possibile rimuovere in sicurezza la cannula tracheostomica.
- Al giorno 16 il paziente è stato dimesso dall’ospedale.
Al momento della dimissione, il paziente aveva già ripreso completamente l’alimentazione per via orale, dimostrando l’ottimo compenso funzionale garantito dal lembo ricostruttivo.

A un mese dall’intervento, i risultati clinici mostrano l’ottimale attecchimento del tessuto ricostruito e il progressivo recupero della motilità residua.
Il paziente è stato avviato ad un percorso di radioterapia adiuvante con particelle pesanti.
