I Tumori della Ghiandola Parotide: Guida alla Diagnosi e alle Tipologie Cliniche
La comparsa di un rigonfiamento nella regione davanti all’orecchio o sotto l’angolo della mandibola desta spesso preoccupazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni che originano dalla ghiandola parotide, la principale ghiandola salivare.
Sebbene circa l’80% delle masse parotidee sia di natura benigna, la diagnosi differenziale e la gestione chirurgica richiedono un approccio altamente specialistico per la complessità anatomica della zona e la stretta vicinanza con il nervo facciale.

1. I Tumori Benigni: I più frequenti
I tumori benigni della parotide hanno generalmente una crescita lenta e non infiltrano i tessuti circostanti, ma necessitano comunque di asportazione per evitare l’aumento di volume o la possibile degenerazione futura.
- Adenoma Pleomorfo: È il tumore più comune (circa il 60% dei casi). È caratterizzato da una crescita lenta e indolore. La sua particolarità è la tendenza a presentare microscopiche estensioni oltre la capsula: per questo motivo deve essere rimosso con un margine di tessuto sano per evitare recidive. Nel lungo termine (molti anni), se non rimosso, può andare incontro a trasformazione maligna.
- Tumore di Warthin (Cistoadenolinfoma): È il secondo per frequenza, spesso correlato all’abitudine al fumo e tipico dell’età più matura. Può essere bilaterale o multifocale (più noduli nella stessa ghiandola). La sua prognosi è eccellente e il rischio di malignità è quasi nullo.
2. I Tumori Maligni: Caratteristiche e Prognosi
I carcinomi della parotide sono meno comuni ma presentano istotipi molto diversi tra loro per aggressività:
- Carcinoma Mucoepidermoide: Il più frequente tra i maligni. La prognosi dipende dal grado (basso, medio o alto grado): le forme a basso grado hanno un’ottima sopravvivenza.
- Carcinoma Adenoidocistico: Caratterizzato da una crescita lenta ma molto insidiosa per la sua propensione all’invasione perineurale (tende a “correre” lungo i nervi). Richiede un monitoraggio prolungato nel tempo.
- Carcinoma ex-Adenoma Pleomorfo: È un tumore maligno che origina da un adenoma pleomorfo preesistente rimasto in sede per molti anni. È una forma aggressiva che sottolinea l’importanza di non sottovalutare masse presenti da tempo.
3. L’Iter Diagnostico: Dalla massa alla diagnosi
Di fronte a una massa parotidea o retroangolomandibolare persistente, il protocollo diagnostico deve essere rigoroso per minimizzare le incertezze:
- Valutazione Otorinolaringoiatrica: Esame obiettivo e palpazione per valutare consistenza, mobilità della massa e funzionalità del nervo facciale.
- Ecografia del collo e delle ghiandole salivari: Primo esame fondamentale per distinguere tra masse solide e cistiche o linfonodi.
- Risonanza Magnetica (RMN) con mezzo di contrasto: È il “gold standard” radiologico. Fornisce dettagli anatomici vitali sui rapporti tra il tumore, il lobo profondo della ghiandola e i vasi sanguigni.
- FNAC / FNAB (Agoaspirato/agobiopsia ecoguidato): Il prelievo di alcune cellule mediante un ago sottile permette di avere un’indicazione sulla natura della lesione prima dell’intervento.
L’incertezza diagnostica: È fondamentale chiarire che, nonostante un iter corretto, la diagnosi pre-operatoria non è mai certa al 100%. Solo l’esame istologico definitivo dopo l’asportazione chirurgica dell’intera massa permette di stabilire con certezza assoluta il tipo di tumore e il grado di aggressività.
4. Classificare il rischio: Il “Milan System” e la categoria SUMP
Per standardizzare le risposte degli agoaspirati e fornire al chirurgo una stima del rischio di malignità, si utilizza a livello internazionale il Milan System for Reporting Salivary Gland Cytopathology.
Questo sistema divide i risultati in categorie (da I a VI), ognuna associata a un rischio statistico di malignità. Una delle categorie più delicate e discusse è la SUMP (Salivary Gland Neoplasm of Uncertain Malignant Potential):
- Cos’è il SUMP? Indica che le cellule prelevate sono sicuramente neoplastiche (non è una semplice infiammazione), ma l’agoaspirato non è stato in grado di distinguere tra un tumore benigno e un tumore maligno a basso grado (come il mucoepidermoide).
- Cosa comporta? In presenza di un referto SUMP, il rischio di malignità è stimato intorno al 35%. Questa incertezza impone quasi sempre la scelta chirurgica, poiché solo l’esame istologico completo potrà sciogliere il dubbio.

Conclusioni: Perché l’intervento è la scelta più sicura?
Data l’impossibilità di escludere totalmente la malignità con i soli esami radiologici e citologici, e considerando che anche i tumori benigni tendono a crescere e complicare la chirurgia futura, l’asportazione (parotidectomia) rimane il trattamento di elezione.
Hai notato una massa in regione parotidea?
