Granulomi glottici: cause, sintomi e opzioni di trattamento
I granulomi glottici rappresentano una patologia benigna ma fastidiosa della laringe, localizzata tipicamente nella regione posteriore delle corde vocali, in corrispondenza del processo vocale della cartilagine aritenoide. Si tratta di lesioni infiammatorie reattive che, pur non avendo natura tumorale, richiedono un approccio diagnostico e terapeutico mirato per evitare recidive.
Ecco una panoramica completa su cosa sono, quali sono le cause principali, come si differenziano da altre patologie e come vengono gestiti oggi dal punto di vista medico e chirurgico.
Cosa sono i granulomi glottici?
Il granuloma glottico è una lesione esofitica, spesso vascolarizzata, che si sviluppa come risposta a un trauma continuo o a un’irritazione cronica della mucosa laringea. Il sito d’elezione è la porzione posteriore della glottide, dove le corde vocali entrano in contatto durante la fonazione e la deglutizione. Il tessuto di granulazione si forma nel tentativo di riparare una lesione della mucosa che fa fatica a guarire a causa del persistere dello stimolo irritativo.


I sintomi principali
I sintomi variano in base alle dimensioni della lesione e alla tolleranza del paziente, ma i più frequenti includono:
- Disfonia (alterazione della voce): Spesso descritta come voce rauca o affaticata, specialmente se il granuloma impedisce la corretta chiusura delle corde vocali.
- Sensazione di corpo estraneo: Il paziente avverte costantemente un fastidio in gola (globo faringeo), che porta al bisogno continuo di raschiare la voce o tossire.
- Tosse cronica e stizzosa.
- Disfagia lieve o dolore: Localizzato alla gola, talvolta irradiato verso l’orecchio (otalgia riflessa), soprattutto durante la deglutizione o la fonazione prolungata.
Le cause scatenanti
La letteratura scientifica identifica tre principali fattori eziologici, che spesso possono coesistere nello stesso paziente:
- Reflusso laringo-faringeo (LPR): L’ascesa dei succhi gastrici (acido e pepsina) fino alla laringe provoca un’infiammazione cronica chimica della mucosa posteriore, rendendola estremamente vulnerabile.
- Trauma da intubazione endotracheale: È una complicanza nota delle anestesie generali o dei periodi di terapia intensiva. Il tubo endotracheale esercita una pressione diretta sul processo vocale dell’aritenoide, causando un’ulcera da decubito che evolve successivamente in granuloma.
- Abuso o trauma vocale: Un utilizzo scorretto della voce, caratterizzato da attacchi glottici duri o da continui colpi di tosse e raschiamento della gola, genera un microtrauma meccanico ripetuto nel punto di contatto delle aritenoidi.
Come si arriva alla diagnosi?
La diagnosi è prettamente specialistica e si basa sull’esecuzione di una fibrolaringoscopia. Questo esame permette di visualizzare direttamente la lesione, valutarne le dimensioni, la motilità cordale e, con l’ausilio della stroboscopia, l’impatto sulla vibrazione della mucosa durante la fonazione.
La diagnosi differenziale: escludere altre patologie
Sebbene la localizzazione posteriore e l’aspetto macroscopico del granuloma glottico siano spesso fortemente indicativi, lo specialista deve sempre porre la lesione in diagnosi differenziale con altre condizioni benigne, sistemiche o maligne della laringe. È fondamentale escludere:
- Carcinoma spinocellulare (SCC): Rappresenta la priorità diagnostica. Anche se i tumori maligni della laringe colpiscono più frequentemente i due terzi anteriori delle corde vocali, una neoplasia può occasionalmente insorgere nella commessura posteriore. Un aspetto francamente atipico, ulcerato, asimmetrico o la mancata risposta alla terapia medica conservativa impongono sempre un approfondimento bioptico.
- Granuloma piogenico: tumori benigni laringei.
- Pachidermia laringea: È un ispessimento benigno della mucosa interaritenoidea, anch’esso strettamente correlato al reflusso laringo-faringeo cronico. A differenza del granuloma, si presenta tipicamente come una placca biancastra, simmetrica o vellutata, senza la componente esofitica e peduncolata tipica del tessuto di granulazione.
- Malattie granulomatose sistemiche: Sebbene rare, patologie infettive come la tubercolosi laringea o malattie autoimmuni sistemiche come la granulomatosi con poliangioite (Wegener) e la sarcoidosi possono manifestarsi con lesioni laringee posteriori mimando un comune granuloma.
- Polipi o noduli cordali: Queste lesioni benigne si sviluppano tipicamente sul bordo libero tra il terzo anteriore e il terzo medio della corda vocale (il punto di massimo trauma vibrazionale) e hanno una genesi legata esclusivamente al malmenage o al surmenage vocale, differenziandosi nettamente per sede e aspetto.
Le opzioni terapeutiche: un approccio conservativo
Il trattamento dei granulomi glottici è storicamente orientato alla massima conservazione, poiché la chirurgia isolata presenta tassi di recidiva molto elevati se non viene rimossa la causa scatenante.
- Terapia medica antireflusso: È il pilastro del trattamento nella maggior parte dei casi. Prevede l’uso di inibitori della pompa protonica (PPI) ad alto dosaggio combinati con alginati o sciroppi barriera per proteggere la mucosa laringea dall’insulto acido e non acido.
- Logopedia e igiene vocale: Fondamentale per correggere il comportamento fonatorio, eliminare gli attacchi glottici duri e ridurre il trauma meccanico posteriore.
- Terapia steroidea: In alcuni casi selezionati, l’uso di corticosteroidi per via inalatoria o sistemica a brevi cicli può ridurre la componente infiammatoria.
- Chirurgia (Microlaringoscopia): L’asportazione chirurgica (tramite bisturi a freddo o laser CO2) viene riservata esclusivamente ai casi in cui vi sia un dubbio diagnostico (necessità di esame istologico per escludere malignità), quando le dimensioni del granuloma causano una parziale ostruzione delle vie aeree, o dopo il fallimento prolungato delle terapie mediche e comportamentali.



La prognosi è generalmente eccellente, ma richiede costanza da parte del paziente nel seguire le indicazioni terapeutiche e dello specialista nel monitoraggio endoscopico nel tempo per verificare la progressiva guarigione della mucosa.
