Febbre e calo ponderale: quando la diagnosi si nasconde nel collo. Un caso di sarcoma laterocervicale
Nella pratica clinica, la comparsa di sintomi sistemici come febbre ricorrente, astenia e calo ponderale impone un iter diagnostico tempestivo e meticoloso. Sebbene l’orientamento iniziale possa propendere verso patologie infettive o internistiche, il distretto testa-collo può raramente rivelarsi la sede della patologia primitiva, anche in assenza di sintomatologia locale eclatante nelle fasi iniziali.
Presentiamo il caso di una paziente di 85 anni che, nonostante l’età, non presentava comorbilità significative.
L’iter diagnostico: dalla Medicina Interna all’Otorinolaringoiatria
La paziente è stata inizialmente ricoverata presso il reparto di Medicina Interna del nostro Ospedale (Niguarda) per l’approfondimento di una sindrome febbrile e un progressivo deperimento organico. La presenza di una tumefazione nel collo cresciuta rapidamente nelle ultime settimane ha spostato il focus diagnostico, richiedendo l’intervento specialistico otorinolaringoiatrico.
La diagnostica per immagini e citologica
Per definire la natura della massa, sono stati eseguiti accertamenti di secondo livello:
- RMN del collo: Ha identificato una voluminosa massa di circa 7 cm in sede laterocervicale destra. L’esame ha evidenziato un’estesa infiltrazione del muscolo sternocleidomastoideo, segno di un comportamento biologico aggressivo.
- Fibroscopia: Ha escluso lesioni delle mucose faringolaringee
- FNAC (Agoaspirato): L’esame citologico ha deposto per una neoplasia maligna scarsamente differenziata, confermando la necessità di un intervento immediato.
- PET Total Body: Fondamentale per la stadiazione, la PET ha mostrato un’intensa captazione (ipermetabolismo) esclusivamente a livello della massa cervicale, escludendo fortunatamente localizzazioni secondarie in altri organi.



Il Trattamento Chirurgico: Svuotamento Laterocervicale Radicalmente Modificato
Data la localizzazione e l’estensione della malattia, l’opzione terapeutica d’elezione è stata lo svuotamento laterocervicale radicale modificato.
L’obiettivo della chirurgia oncologica moderna è duplice: garantire la radicalità oncologica (asportazione completa del tumore e dei linfonodi satelliti) preservando, ove possibile, le strutture nobili per ridurre la morbilità post-operatoria. Nel caso della paziente, è stato possibile preservare la vena giugulare interna, fondamentale per il corretto drenaggio venoso encefalico, asportando però in blocco la massa e il muscolo sternocleidomastoideo infiltrato.




Risoluzione della sintomatologia e diagnosi istologica
Uno degli aspetti più rilevanti del caso è stata l’immediata risoluzione della febbre e dell’astenia subito dopo l’atto chirurgico. Questo fenomeno conferma come i sintomi sistemici fossero una manifestazione paraneoplastica, ovvero una risposta dell’organismo alle sostanze prodotte dalla massa tumorale stessa.
L’esame istologico definitivo ha posto diagnosi di Sarcoma del muscolo sternocleidomastoideo asportato radicalmente. I sarcomi del distretto testa-collo sono neoplasie rare (rappresentano circa l’1% di tutti i tumori di quest’area) che originano dai tessuti mesenchimali (muscoli, grasso, vasi, nervi). La loro gestione richiede una competenza chirurgica specifica data la densità di strutture vitali presenti nel collo.
Risultati e Follow-up
La paziente ha presentato un decorso post-operatorio eccellente, venendo dimessa in soli 5 giorni. La scomparsa della sintomatologia febbrile ha permesso un rapido recupero funzionale.
Attualmente, la paziente è inserita in un rigido protocollo di follow-up oncologico. Gli ultimi controlli confermano che è libera da malattia e in buone condizioni generali. Questo caso sottolinea come l’età anagrafica non debba essere un limite alla chirurgia oncologica radicale, specialmente quando supportata da una valutazione multidisciplinare e da tecniche chirurgiche mirate alla preservazione funzionale.
