Chirurgia di nella Paralisi Cordale Bilaterale: La Cordotomia Posteriore con Laser CO2
La paralisi cordale bilaterale in adduzione rappresenta una delle sfide gestionali e chirurgiche più complesse nell’ambito della laringologia moderna. Questa condizione è caratterizzata da un paradosso clinico drammatico: mentre la funzione fonatoria del paziente rimane spesso sorprendentemente conservata, lo spazio respiratorio glottico si riduce a una sottile fessura mediana, espandendo il rischio di insufficienza respiratoria acuta e stridore inspiratorio.
L’obiettivo primario della chirurgia transorale mininvasiva è ripristinare una pervietà aerea adeguata senza compromettere irreversibilmente la voce e la funzione sfinterica della laringe durante la deglutizione — la ricerca del perfetto equilibrio nella cosiddetta triade laringea.
Il Principio Chirurgico: La Tecnica di Dennis-Kashima
Introdotta originariamente da Dennis e Kashima nel 1989, la cordotomia posteriore laser ha rivoluzionato il trattamento di questa patologia, proponendosi come la principale alternativa conservativa alla tracheostomia permanente.
La procedura si svolge in microlaringoscopia diretta sotto visione microscopica ad alto ingrandimento. Utilizzando il Laser CO2 superpulsato, il chirurgo esegue una resezione mirata a cuneo (generalmente di 3,5-4 mm) nella porzione posteriore della corda vocale, immediatamente anteriormente all’apofisi vocale della cartilagine aritenoide.
L’incisione si estende lateralmente attraverso il muscolo vocale e il legamento tiroidoaritenoideo fino a raggiungere il pericondrio interno della lamina tiroidea. La fotocoagulazione laser e la successiva cicatrizzazione determinano una retrazione del muscolo, creando uno “spazio respiratorio posteriore” di circa 5-6 millimetri. Il grande vantaggio di questo approccio risiede nella preservazione dei due terzi anteriori della corda vocale membranosa, riducendo al minimo l’impatto sul timbro vocale.
Analisi di un Caso Clinico Sotto il Profilo Funzionale
Il delicato bilanciamento della triade laringea emerge chiaramente nella gestione dei casi giunti all’osservazione in regime di emergenza respiratoria. Di seguito viene analizzato l’iter terapeutico applicato a una compromissione respiratoria severa.
Scenario Clinico: Paziente donna di 42 anni giunta con paralisi completa della corda vocale sinistra e contestuale ipomobilità severa della corda vocale destra. Lo spazio aereo glottico residuo risultava criticamente insufficiente, determinando un quadro di insufficienza respiratoria acuta con tirage e rendendo necessaria una tracheostomia d’urgenza come primo presidio di sicurezza e stabilizzazione delle vie aeree.
L’inquadramento diagnostico-radiologico ed endoscopico non ha evidenziato una chiara eziologia strutturale o neoplastica, configurando un quadro classificabile come idiopatico.
Risolto l’evento acuto, l’approccio terapeutico ha previsto una rigorosa strategia di attesa: la cordotomia posteriore sinistra con Laser CO2 è stata effettuata 6 mesi dopo la tracheostomia. Questa finestra temporale di osservazione clinica ed endoscopica è stata fondamentale per accertare con assoluta certezza l’assenza di una ripresa spontanea della mobilità delle corde vocali, prima di procedere a un intervento chirurgico irreversibile sullo spazio glottico. Una volta documentata la persistenza della paralisi a 6 mesi, si è proceduto all’intervento per via transorale.
L’andamento del recupero riflette l’efficacia della chirurgia di precisione sulle tre funzioni cardine della laringe:
| Funzione Laringea | Stato Pre-operatorio (In Acuto) | Outcome a 30 Giorni Post-Cordotomia (A 7 mesi dall’esordio) |
| Respirazione | Insufficienza respiratoria severa, tirage inspiratorio, totale dipendenza da tracheostomia. | Spazio glottico posteriore stabilmente pervio. Decannulazione eseguita con successo. |
| Fonazione | Conservata ma non sfruttabile a causa del distress respiratorio e della cannula. | Buona qualità della voce, timbro funzionale, lieve sofficiosità attesa e ben compensata. |
| Deglutizione | Compromessa secondariamente alla dispnea. | Preservata. Assenza di microaspirazione o disfagia grazie alla conservazione dell’aritenoide. |
A un mese dalla procedura microchirurgica, la guarigione dei tessuti e la stabilità dello spazio aereo hanno permesso la rimozione definitiva della cannula tracheostomica, restituendo alla paziente un’ottima qualità di vita.

