Cisti del dotto tireoglosso nell’adulto: diagnosi, management e tecnica chirurgica
La cisti del dotto tireoglosso (TDC) rappresenta la più comune anomalia congenita del collo. Sebbene sia tipicamente considerata una patologia pediatrica, circa un terzo dei casi viene diagnosticato in età adulta, spesso tra la terza e la quarta decade di vita.
Inquadramento Embriologico
La cisti ha origine dalla mancata involuzione del dotto tireoglosso, una struttura epiteliale transitoria che collega il forame cieco della base lingua alla posizione definitiva della ghiandola tiroidea nel collo anteriore. Durante la discesa embrionale (tra la IV e la VII settimana), il dotto attraversa o passa in stretta prossimità dell’osso ioide. La persistenza di residui epiteliali lungo questo percorso può dar luogo alla formazione di cisti.

Presentazione Clinica nell’Adulto
Nell’adulto, la cisti del dotto tireoglosso si presenta solitamente come una massa cervicale mediana (o paramediana nel 10-20% dei casi), di consistenza teso-elastica e indolore.
I segni distintivi includono:
- Mobilità: La massa si sposta tipicamente verso l’alto durante la deglutizione o la protrusione della lingua, a causa del suo legame anatomico con l’osso ioide e la base della lingua.
- Infezioni: Negli adulti, non è raro che la diagnosi avvenga in seguito a un improvviso aumento volumetrico causato da un’infezione delle alte vie respiratorie, che può esitare in ascessi o fistolizzazione cutanea.
Il Rischio di Malignità
A differenza della popolazione pediatrica, la gestione della TDC nell’adulto richiede una particolare attenzione al rischio di trasformazione neoplastica. Sebbene raro (circa l’1% dei casi), il carcinoma della cisti del dotto tireoglosso è una realtà clinica documentata, con l’istotipo papillare che rappresenta circa l’80-90% delle diagnosi maligne.
Diagnostica
L’iter diagnostico si avvale di:
- Ecografia del collo: Esame di primo livello per confermare la natura cistica della lesione e, fondamentale, verificare la presenza e la normale sede della ghiandola tiroidea.
- TC o RM con mezzo di contrasto: Spesso necessarie nell’adulto per definire i rapporti con l’osso ioide, lo spazio pre-epiglottico e per escludere segni di invasione o nodularità sospette.
- Agoaspirato (FNAC): Sebbene la sensibilità non sia assoluta, è raccomandato in presenza di porzioni solide endocistiche per escludere neoplasie.


Trattamento: L’intervento di Sistrunk
Il gold standard chirurgico è la procedura di Sistrunk. A differenza della semplice enucleazione della cisti, che è gravata da un tasso di recidiva superiore al 50%, la tecnica di Sistrunk prevede l’asportazione in blocco di:
- La cisti stessa.
- Il corpo centrale dell’osso ioide.
- Il core di tessuto muscolare (muscolo genioglosso) fino alla base della lingua.
Questa procedura riduce il tasso di recidiva a meno del 3-5%. Negli adulti, qualora l’esame istologico rilevi un carcinoma papillare, l’orientamento terapeutico (eventuale tiroidectomia totale o terapia radiometabolica) viene discusso in ambito multidisciplinare in base alle caratteristiche del tumore.



