Carcinoma della corda vocale in un professionista della voce: dalla diagnosi alla cura in meno di un mese
Il caso
Marco — nome di fantasia — è un giornalista di sessant’anni. Il suo strumento di lavoro è la voce: interviste, conferenze, dirette. Da qualche mese nota che la voce non è più quella di sempre: si stanca prima, suona diversa, un po’ roca. All’inizio lo attribuisce al fumo, allo stress, all’uso intenso. Ma la disfonia peggiora progressivamente, e a quel punto decide di farsi valutare.

La fibroscopia: una piccola lesione che non si può ignorare

L’esame di primo livello in questi casi è la fibroscopia laringea, che consente di visualizzare le corde vocali in modo diretto e in movimento. L’esame mostra una piccola lesione esofitica al terzo anteriore della corda vocale sinistra — una formazione che sporge dalla superficie della mucosa e che, in un fumatore con disfonia ingravescente, non può essere sottovalutata.
Viene programmata una TC del collo con mdc che esclude linfonodi patologici (adenopatie).
Il quadro clinico orienta verso una lesione iniziale, verosimilmente confinata alla corda vocale, senza segni di diffusione locale.
Si discute della situazione con il paziente e assieme si decide: serve un intervento, che in un unico tempo permetterà di asportare la lesione e ottenere la diagnosi istologica definitiva.
Il percorso pre-operatorio: rapido ed efficiente
La lesione ha un forte sospetto di essere maligna e quindi si procede per via prioritaria, in pochi giorni il paziente viene convocato per il prericovero con gli esami ematochimici di routine, un elettrocardiogramma, una radiografia del torace e la valutazione anestesiologica. Nessun ricovero prolungato, nessuna attesa estenuante.
L’intervento: cordectomia laser in microlaringoscopia diretta in sospensione (MLSD)
In meno di un mese dalla fibroscopia viene organizzato l’intervento.
In anestesia generale, attraverso la bocca e senza alcuna incisione esterna, si esegue una microlaringoscopia diretta in sospensione (MLSD): il laringoscopio viene posizionato in modo da esporre perfettamente la laringe. Con un ottica rigida si valuta la lesione con altissimo dettaglio e si decidono gli esatti margini di resezione. Si posiziona un microscopio operativo e si procede con il laser CO2.
Si eseguono due gesti chirurgici:
Vestibulectomia sinistra — asportazione della plica vestibolare (la cosiddetta “falsa corda”) sinistra, per migliorare l’accesso e l’esposizione della lesione.
Cordectomia di tipo III — secondo la classificazione europea (ELS), la cordectomia di III tipo prevede l’asportazione della mucosa, del legamento vocale e di una piccola parte delle fibre del muscolo vocale (muscolo tiroaritenoideo). È l’intervento indicato quando la lesione, pur limitata alla corda vocale, supera il piano superficiale della mucosa.
La durata complessiva dell’intervento è di circa un’ora. La sera stessa il paziente viene dimesso.




Il decorso post-operatorio
Dopo un breve periodo di riposo vocale, Marco riprende a parlare. La voce è da pochi giorni dopo l’intervento migliore di quella che aveva prima della chirurgia — il tumore stesso, d’altra parte, era la causa principale della sua disfonia — e continua a migliorare nelle settimane successive.
Nel corso dei controlli fibroscopici si evidenzia la formazione di una piccola granulazione in corrispondenza della vestibulectomia, reperto frequente e benigno nel processo di cicatrizzazione, del tutto privo di impatto funzionale.
La diagnosi definitiva: carcinoma squamocellulare pT1a in margini indenni
L’esame istologico referta un carcinoma squamocellulare G2, stadio pT1a, asportato con margini di resezione indenni — vale a dire che il tumore è stato rimosso completamente, con un bordo di tessuto sano tutto intorno.
Questo è un passaggio fondamentale: l’intervento in MLSD non è stato solo diagnostico, ma definitivamente curativo. Nessun ulteriore trattamento oncologico è stato necessario.
Lo stadio pT1a indica una lesione confinata a una sola corda vocale, senza estensione alle strutture adiacenti. In questi casi la chirurgia laser endoscopica offre tassi di controllo locale eccellenti, con il vantaggio enorme di preservare al meglio la funzione vocale rispetto a tecniche più demolitive.
A 40 giorni dall’intervento
La fibroscopia di controllo a 40 giorni mostra una laringe in buona cicatrizzazione. La voce — documentata anche con registrazione audio — è funzionale e continua il suo percorso di recupero.

Marco è stato avviato a un follow-up fibroscopico regolare e segue un percorso con la logopedista, che lo accompagna nel progressivo recupero e affinamento della qualità vocale. Per un professionista che vive di voce, questo aspetto non è secondario.
Cosa ci insegna questo caso
Questo caso illustra bene come un carcinoma glottico allo stadio iniziale, diagnosticato e trattato tempestivamente, possa essere affrontato con un percorso chirurgico minimamente invasivo, rapido e risolutivo.
I punti chiave sono:
La tempestività è tutto: una lesione pT1a trattata correttamente ha una prognosi eccellente
La disfonia persistente e ingravescente, soprattutto in un fumatore, non va mai sottovalutata né attribuita frettolosamente ad altre cause
La fibroscopia è l’esame di primo livello: semplice, rapido, estremamente informativo
La chirurgia laser in MLSD permette in un unico tempo di asportare la lesione e ottenere la diagnosi istologica — diagnosi e terapia coincidono
Il ricovero è di un solo giorno (2 giorni al massimo in persone con comorbilità)
Il recupero funzionale, anche in un grande utilizzatore della voce, può essere rapido e soddisfacente
Hai notato cambiamenti nella tua voce? Non sottovalutare i segnali della tua laringe. Una visita specialistica con fibroscopia può fare la differenza.
