Asportazione della ghiandola sottomandibolare
L’asportazione della ghiandola sottomandibolare é un intervento chirurgico eseguito in anestesia generale, indicato in presenza di tumori (benigni o maligni), calcoli salivari recidivanti o infezioni croniche che compromettono la funzionalità della ghiandola.
Anatomia e funzione della ghiandola sottomandibolare
La ghiandola sottomandibolare è una delle tre principali ghiandole salivari, insieme alla parotide e alla ghiandola sottolinguale. Si trova nella loggia sottomandibolare, cranialmente ai due ventri del muscolo digastrico, abbraccia nella porzione anteriore il muscolo miloioideo definendo una propaggine (componente orale). La saliva prodotta dalla ghiandola defluisce attraverso il dotto escretore, dotto di Wharton, nella cavità orale, nella pelvi orale.
Indicazioni per l’intervento
L’asportazione della ghiandola sottomandibolare si valuta nei seguenti casi:
- Calcolosi salivare: presenza di calcoli che ostruiscono il dotto e causano dolore e gonfiore, non gestibili con scialoendoscopia o recidivanti nonostante ripetute procedure endoscopiche.
- Tumori: sia benigni (prevalentemente adenomi pleomorfi) che maligni (carcinomi mucoepidermoidi, adenocarcinomi …).
- Infezioni croniche: infiammazioni frequenti e resistenti ai trattamenti antibiotici.
- Ascessi o fistole: complicanze derivanti da infezioni persistenti.
Preparazione all’intervento
Prima dell’operazione, il paziente viene sottoposto a esami diagnostici, come:
- Studi radiologici (Ecografia, risonanza magnetica e/o TC) per valutare la ghiandola e il dotto escretore.
- Agoaspirato nel sospetto di un tumore.
- Esami del sangue e visita anestesiologica per garantire la sicurezza dell’intervento.
Procedura chirurgica
L’intervento viene eseguito in anestesia generale e dura circa 60 minuti. Viene praticata un’incisione sotto il margine della mandibola, accedendo alla ghiandola che viene isolata legando i vasi che la vascolarizzano.
Durante la procedura, si presta particolare attenzione a strutture delicate come:
- Il ramo marginalis del nervo facciale, responsabile dei movimenti del labbro inferiore.
- Il nervo linguale, coinvolto nella sensibilità della lingua.
Dopo la rimozione della ghiandola, viene posizionato un drenaggio per prevenire raccolte ematiche o sierose e la ferita viene suturata.
Il ricovero ospedaliero dura generalmente 2-4 giorni. Il paziente può riprendere l’alimentazione e muoversi poche ore dopo la conclusione dell’intervento.




